CALCIO ARGENTINO, TRA PASSIONE E TRADIZIONE

da | Dic 1, 2025

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CALCIO ARGENTINO, TRA PASSIONE E TRADIZIONE 

Dal Monumental alla Bombonera, passando per Rosario e La Plata, un racconto di rivalità, giovani promesse e passioni senza tempo

 

La Liga Professional è una culla in cui ammirare talenti emergenti che da più di un secolo inebriano il calcio in Europa. Tifosi, osservatori e appassionati da tutto il mondo guardano con interesse una competizione che, nonostante gli orari ostici per via del fuso e una realtà economica complessa, continua a regalare emozioni e storie di vita vera.  

 

Ad oggi la Liga Professional 2025 mantiene la formula a girone unico con 30 squadre con una corsa serrata verso il titolo, le qualificazioni continentali e soprattutto, la salvezza. Il sistema della retrocessione rimane un punto nevralgico del torneo, in quanto differisce in maniera sostanziale da quanto siamo abituati noi in Europa. La retrocessione si basa sia sulla posizione in classifica sia sul sistema dei “promedios”, una media punti calcolata sulle ultime tre stagioni. Per ciascun anno, i punti conquistati vengono divisi per le partite disputate, e le squadre con la media più bassa retrocedono in Primera Nacional, la seconda divisione argentina.  

Questo sistema è utilizzato per proteggere le squadre storiche da un’annata negativa isolata, e di conseguenza rende più difficile, per le neopromosse, salvarsi, perché è come se partissero con un “debito” di punti. Questo modello cerca di premiare la continuità nel tempo e rende la lotta salvezza più strategica e spesso più drammatica.  

 

Impossibile parlare di calcio argentino senza menzionare i suoi grandi club, vere istituzioni nel paese del calcio per eccellenza.  

 

A Buenos Aires molto spesso sei o del River Plate o sei del Boca Juniors, una scelta di fede, di vita, che parte da una sciarpa posata sulla culla. Appena 16 km di differenza tra i due quartieri della capitale, la Boca o Nunez, eppure c’è un abisso tra due mondi ideologicamente, concettualmente lontani da sempre. È una rivalità di Barrio che si è allargata all’Argentina, e poi al globo intero. Una rivalità che è ospitata da mete che ogni appassionato di calcio sogna di vedere: il Monumental e la Bombonera. 

 

Ma l’Argentina non è solo il Superclasico, è intrisa di club storici che vale la pena conoscere  

 

L’Estudiantes de La Plata, è famoso per le sue vittorie internazionali negli anni ‘60, tra cui 3 Cope Libertadores consecutive e lo stadio Jorge Luis Hirschi è simbolo di calcio tattico, in cui sono diventati uomini calciatori del calibro di Juan Sebastian Veron.  

La città di Rosario è divisa tra due club: Rosario Central e Newell’s Old Boys, protagonisti del celebre Clásico Rosarino. Newell’s è celebre per il suo settore giovanile, che ha formato campioni del calibro di Lionel Messi e Maxi Rodríguez, mentre Rosario Central è simbolo della tradizione popolare della città con il suo stadio Gigante de Arroyito

 

Ciò che rende davvero unica l’Argentina è che il calcio non si limita ai grandi nomi. In tutta la Nazione si nascondono club e realtà carichi di tradizione, cuore e passione capaci di infiammare stadi e quartieri e di rappresentare l’essenza del gioco nel Paese.  

 

Al primo impatto, il calcio argentino sembra ostico, sporco, lento ma bisogna imparare a conoscerlo. Solo riuscendo ad immedesimarsi in ciò che rappresenta questo sport per il popolo argentino si possono capire le rivalità tra i quartieri, i simboli che restano nel tempo. Gli stadi sono templi riconoscibili a livello mondiale, in cui ogni domenica storie e tradizioni secolari si intrecciano con la passione che resiste al fascino della modernità. L’Argentina, d’altronde come tutto il Sudamerica, è un paese che vive di rivalità storiche, che si percepiscono in ogni angolo delle città; è luogo di talento grezzo che nasce su campi di fango in ragazzi che passano la domenica in curva a cantare.  

Seguirlo significa ritrovare un amore senza costi per un calcio autentico, dove l’emozione resta al centro del gioco, lontano dalla retorica ingombrante dell’intrattenimento e dai filtri dello show.  

 

Veronica Iezzi

 

Fonte foto: https nss-sports.com; buenosairesstreetart.com



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