DENTRO LA CURVA
Un’immersione nel film “Ultrà” del 1990: una lezione nascosta dietro la passione che diventa smarrimento
Il fenomeno calcio è stato più volte raccontato attraverso pellicole cinematografiche che hanno lasciato il segno di un’epoca e di una generazione. Di fatti questo sport racchiude un universo parallelo fatto di immagini, storie, musica e sentimento.
Il calcio è una manifestazione sportiva dal linguaggio universale composto da gesti, emozioni, simboli che hanno attraversato epoche e confini, arrivando fino ai giorni nostri. Ma non è solo uno sport. Come tutti gli eventi collettivi può essere interpretato come fenomeno culturale capace di raccontare una storia dell’uomo e della società in maniera innovativa rispetto ai libri di storia. Per raccontarsi, il calcio non sceglie solo il rettangolo verde e gli spalti, ma si inserisce nella cultura popolare attraverso la letteratura e la filmografia, alleati splendidi per permetterci di ammirarlo da forme sempre differenti, cangianti, a seconda del pubblico che lo osserva.
È sembrato doveroso dedicare uno spazio in cui poter dar voce a nuove espressioni dello sport che tutti amiamo. Un angolo per chi ha la necessità di viverlo anche fuori dal campo, attraverso parole o immagini in cui rispecchiarsi. Proveremo a raccontare i diversi punti di vista che magari ai molti sono sconosciuti, attraverso titoli, autori o registi, per amplificare la magia che aleggia intorno al pallone.
Il film di partenza potrebbe sembrare mainstream ma che ancora viene preso come punto di riferimento per chi vuole raccontare la tifoseria. “Ultrà” di Ricky Tognazzi (1990) (link https://www.youtube.com/watch?v=YsrB6nqGeDM) narra del Principe (un prezioso e giovanissimo Claudio Amendola) e del suo gruppo Ultrà “Brigata Veleno”. Come si può evincere dal titolo non è una trasposizione cinematografica sul calcio in senso stretto, le partite fanno da sfondo ad un viaggio nel lato oscuro delle curve, nel mondo del tifo organizzato, con le regole, i suoi codici, condito di rabbia repressa.
Amendola interpreta un ex capo ultrà che, uscito di prigione, cerca di ritrovare il suo posto nel mondo, mondo ormai cambiato, un mondo che ormai non riconosce più. Il film non ha l’intento di giudicare ma di osservare in maniera attenta, raccontando la passione che degenera in ossessione. Il bisogno di appartenenza che si trasforma in violenza. La fratellanza che spesso è necessaria per colmare un vuoto più grande.
“Ultrà” è una pellicola indispensabile in grado di saper immortalare uno scenario in cui ancora oggi il tifo regala amore assoluto ma in altri casi può diventare una gabbia pericolosa.
Nonostante il calcio sia costellato di storie simili, di risse e bandiere bruciate, è in grado ancora una volta di regalarci un volto meno rumoroso ma non per questo meno vero: i gemellaggi.
Il calcio nei film può sembrare uno sport che divide città intere, che alza muri e che genera odio ma esistono amicizie nate sugli spalti tra tifoserie rivali, amicizie nate da un rispetto reciproco profondo. Dietro ogni coro, ogni sciarpa alla fine c’è sempre la stessa voglia di sentirsi parte di un qualcosa, di cantare insieme per sogni di gloria che si assomigliano. “Ultrà” mostra quanto possa essere divisivo il calcio, la maggior parte delle volte, ma la realtà per fortuna ci sorprende ricordandoci che il pallone sa soprattutto unire.
All’epoca “Ultrà” fu criticato aspramente dalle tifoserie citate nel film in quanto alcune scene vennero ritenute eccessive e non corrispondenti alla realtà, ritenuto troppo crudo evidenziando uno spaccato estremo. Gli anni 80/90 però forse sono stati quelli più duri all’interno degli stadi, ricordando la tragedia dell’Heysel (1985) o la strage di Hillsborough (1989), storie per fortuna lontane che hanno fatto riflettere le tifoserie di tutto il mondo.
Questa pellicola in effetti mostra quanto possa essere divisivo il calcio la maggior parte delle volte, ma la realtà per fortuna ci sorprende ricordandoci che il pallone fa soprattutto unire.
Mariangela Antonazzo
Fonte foto: thehotcorn.it; cinemaitaliano.it;

