Madri, sorelle, amiche, figlie sugli spalti. Quello che le donne non dicono
Per anni l’immagine del calcio è stata legata quasi esclusivamente all’universo maschile. Uno sport raccontato dagli uomini, vissuto dagli uomini e pensato soprattutto per loro.
Con il passare del tempo e con il cambiamento della società, però, anche il calcio ha iniziato a cambiare volto. Oggi le donne sono sempre più presenti e protagoniste: sugli spalti, nelle terne arbitrali, nei ruoli dirigenziali, nella medicina sportiva e soprattutto in campo.
Un percorso tutt’altro che semplice. Le difficoltà da dribblare sono state molte: pregiudizi, porte chiuse e stereotipi difficili da abbattere. Eppure, con determinazione e passione, le donne hanno conquistato spazio e credibilità in un mondo che per troppo tempo le ha considerate soltanto spettatrici.
Non più semplici comparse o presenze decorative, ma figure con ruoli e competenze determinanti. Un cambiamento lento, ma ormai evidente.
In una giornata come l’8 marzo, che celebra la donna, è giusto ricordare quanto sia stato fatto. Ma è altrettanto importante non dimenticare quanta strada resti ancora da percorrere. Le disuguaglianze sono ancora evidenti: nei salari, nelle opportunità, nella visibilità mediatica e nelle strutture dedicate allo sport femminile.
Solo nel 2018 l’Arabia Saudita ha abolito il divieto per le donne di entrare negli stadi, nell’ambito delle riforme del principe Mohammed bin Salman. Un passo simbolico importante, ma nel mondo esistono ancora luoghi in cui alle donne non è concesso vivere il calcio con la stessa libertà degli uomini.
Il calcio, però, è passione, identità e condivisione. E oggi quella passione ha sempre più spesso un volto femminile.
Lo dimostrano anche le ragazze di Donne in Contropiede, che con entusiasmo, competenza e amore per questo sport raccontano il calcio da una prospettiva diversa, autentica e necessaria. Perché il calcio non appartiene più solo a una metà del campo: appartiene a chi lo vive, lo studia, lo racconta e lo ama. E tra queste voci, sempre più forti, ci sono quelle delle donne.
Silvana Perrini
Fonte foto: www.gazzetta.it

