E se Totti tornasse davvero alla Roma?

da | Feb 10, 2026

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Da giorni questa voce corre veloce sul web, rimbalza tra articoli, social, radio. Ma più che una notizia sembra un sussurro, uno di quelli che ti si infilano dentro e non ti mollano più. Perché il ritorno del Capitano non sarebbe un semplice annuncio ma sarebbe un colpo al cuore per chiunque ami i colori giallorosso

“I grandi amori fanno dei giri immensi e poi ritornano”, cantava Venditti. E certe storie non finiscono mai davvero. Francesco è la Roma. Lo è stato da bambino, lo è stato da uomo, lo è ancora oggi, anche lontano da Trigoria. Quel posto che lo ha visto crescere, sbagliare, vincere, piangere e diventare leggenda.

Tutto è iniziato con una frase, detta quasi sottovoce da Claudio Ranieri a Sky Sport. Poche parole, ma abbastanza per riaccendere qualcosa che non si è mai spento. Un sogno che torna a bussare, un ricordo che fa male e bene allo stesso tempo. Perché immaginare Totti di nuovo alla Roma significa anche chiedersi: in che ruolo? Dove metterlo senza rovinare ciò che rappresenta?

Ma certe domande passano in secondo piano quando torni con la mente a quel 27 maggio del 2017. Il giorno dell’addio. Anche chi non è romanista lo ricorda. Lo stadio che piangeva, la città ferma, il tempo sospeso. È stato il giorno in cui abbiamo capito davvero cosa vuol dire appartenenza. Per molti di noi, Totti non è stato solo un calciatore ma è stato un compagno di vita. Per me lo è stato. C’era sempre, nei momenti belli e in quelli difficili, come un punto fermo che non se ne andava mai.

Nel 2027 la AS Roma compirà cento anni. Un secolo di storia. E pensare a quel traguardo senza Francesco Totti fa sembrare tutto incompleto. Perché non si possono raccontare cento anni di Roma senza il suo Capitano, senza il simbolo più puro di questa maglia.

Gasperini ha scherzato, dicendo che potrebbe addirittura tornare in campo. Una battuta, certo. Ma dentro quella battuta c’è una verità che ogni tifoso conosce. Totti, anche oggi, anche da fermo, in campo farebbe la differenza. Perché alcune presenze valgono più di mille schemi e perché la sua genialità calcistica ha pochi eguali.

Ieri sera Francesco era seduto in tribuna all’Olimpico come semplice spettatore per Roma-Cagliari. Inquadrato più volte dalle telecamere, ha ricevuto l’omaggio dello stadio che ha intonato all’unisono il coro a lui dedicato, ‘C’è solo un Capitano’, inutile dire che nessuno si è dimenticato di lui.

Però mi auguro di vederlo in futuro senza giacca e cravatta. Francesco non è fatto per essere ingabbiato in un ruolo finto, in una poltrona di rappresentanza. Ma in panchina, dietro le quinte, in un ruolo tecnico vero, potrebbe ancora dare tantissimo. Non mettetelo lì solo come bandiera o come facciata. La Roma non ha bisogno di simboli vuoti. Ha bisogno di uomini che sappiano cosa vuol dire indossare questa maglia, anche quando pesa come un macigno.

E nessuno, più di lui, lo sa davvero.

Silvana Perrini

Fonte foto: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Totti_2011.jpg

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