Falcao Meravigliao

da | Feb 26, 2026

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È senz’altro un titolo curioso ispirato ai fortunati slogan di Renzo Arbore, ma rende l’idea di quello che è stato Paulo Roberto Falcao, come calciatore, anche se a Roma era soprannominato ‘Divino’

Falcao è nato il 16 ottobre 1953 in Brasile ad Abelardo Luz Xanxeré nello stato di Santa Caterina. Negli anni Cinquanta la famiglia Falcao si trasferisce nella periferia di Porto Alegre. I fratelli Pedro ed Ilza, più grandi di lui, avevano il compito di occuparsi del piccolo Paulo Roberto nella Villas Niteroi, un quartiere popoloso di fatto composto da un solo grande agglomerato urbano. Un ampio cortile interno consentiva ai bambini di giocare a calcio. Ed è li appunto che nascono i primi passi di una leggenda del calcio.

La storia narra che a sei anni,  il suo papà, tifosissimo dell’Internacional, gli fa un magnifico regalo: un paio di scarpini. Ma Falcao Junior fu tutt’altro che felice, aveva chiesto infatti un pallone!
Papà Bento condividendo la passione del suo bambino ad undici anni lo porta a fare un provino nella squadra del cuore che il piccolo Falcao supera e si ritrova a iniziare la sua carriera nel settore giovanile dei colorados, come vengono chiamati i giocatori dell’Internacional di Porto Alegre.

Nel 1972 Falcao aveva da poco compiuto 19 anni che venne lanciato in prima squadra dall’allenatore Dino Sani, ex giocatore del Milan, che gli assegnò la maglia numero 5 con la quale lo stesso anno il calciatore disputò 34 partite.

Anche il tecnico successivo, Rubens Minnelli, credette in lui e lo confermò titolare inamovibile. Da quei giorni la carriera calcistica di Falcao è proseguita di successo in successo. A livello di squadra vinse il campionato gaucho nel 1973, 1974, 1975, 1976 e 1979 e quello brasileiro nel 1975, 1976 e 1979. A livello individuale, dopo aver vinto nel 1975 la Bola de Prata come miglior centrocampista del Brasile, vinse nel 1978 e nel 1979 la Bola de Ouro quale miglior giocatore dell’anno di tutto il Brasile. Il 21 febbraio 1976 fece il suo esordio in Nazionale Brasiliana.

Adesso arriviamo al suo straordinario periodo italiano.

Nel 1980, riaperte in Italia le frontiere ai giocatori stranieri, dopo 14 anni di chiusura, Falcao viene acquistato dalla Roma con un ingaggio faraonico.

Ad agosto Paulo Roberto sbarcò a Roma all’aeroporto di Fiumicino accolto da diecimila tifosi entusiasti. Era grande il fascino che i calciatori brasiliani suscitavano negli animi dei tifosi e i tifosi romanisti fin da subito lo circondarono con il loro affetto.  

L’esordio ufficiale di ‘Falcao Meravigliao’ avvenne il 30 agosto 1980 nell’amichevole della Roma contro la sua ex squadra dell’International. Il risultato finale fu di 2-2. 

La squadra romanista nel campionato dell’esordio di Falcao si classificò al secondo posto e vinse la quarta Coppa Italia. Nel torneo successivo si classificò terza. Nel 1982-83 la Roma conquistò finalmente lo scudetto e nel 1983-84 ottenne il secondo posto, fu finalista della Coppa dei Campioni e vinse la sua quinta Coppa Italia.

Purtroppo, Paulo Roberto nel campionato 1984-85, a causa di un grave infortunio al ginocchio, giocò solo quattro partite. 

Falcao disputò complessivamente con i giallorossi 152 gare (107 in campionato, 22 in Coppa Italia e 23 nelle competizioni europee) segnando 27 gol (22 in campionato, 1 in Coppa Italia e 4 nelle competizioni europee). 

Ma non sono certi i numeri che descrivono il giocatore Falcao. Spiccava per essere un fuoriclasse, elegante in campo e fuori dal campo, dotato di visione di gioco, tatticismo e una personalità carismatica.  

Le sue prodezze memorabili sono ancora impresse negli occhi degli amanti del calcio di qualunque squadra: colpi di tacco, gioco aereo, i suoi tiri fantasiosi.

In un recente viaggio in Italia ha concesso diverse interviste ai media e in una di queste ha parlato del suo periodo romano, ricordando come in piccola parte si sente responsabile del nuovo corso della squadra, una squadra che andava in campo a testa alta e poteva giocare alla pari di tutte le grandi dell’epoca.

Ammira l’attuale allenatore della Roma e pensa che Gasperini abbia tutte le carte per fare benissimo con la Roma.

‘Prima della morte del grande Presidente Viola ebbi dei contatti con la squadra per diventare allenatore’- dice- ‘poi non se ne fece nulla’.

E sarebbe stato di sicuro un grande allenatore. Dopo poco sarebbe stato lui a guidare la Nazionale Brasiliana di Cafu’ e Leonardo, la Nazionale che nel 1994 vinse il mondiale.

Parla anche della crisi del calcio moderno e confessa che c’è anche in Brasile. 

Oggi, in splendida forma, 72 anni da poco compiuti, giunge in Italia anche per un evento legato ai ragazzi, cercato e voluto dall’amico ed ex rivale Marco Tardelli. Sono entrambi a Roma per un evento che insegna ai ragazzi come si sta al mondo”. Racconterà la sua storia, quella di un vispo ragazzino che si immaginava psicologo e che invece è diventato uno dei centrocampisti più forti della storia del calcio. 

Ma la domanda che spicca fra le altre è stata quando gli hanno chiesto se sarebbe stato contento di essere oggi un calciatore. E lui ha risposto-‘ Certo, sarebbe stata una meraviglia!’.

Che dire: Falcao Meravigliao.

Laura Filoni

Fonte foto: https://commons.wikimedia.org/ www. sport.sky.it Gettyimage

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