di Francesca Di Giuseppe – “Lo sport avrà tanti difetti, ma a differenza della vita nello sport non basta sembrare, bisogna essere.”
Non è una citazione a caso di Gianni Mura che abbiamo scelto per introdurre l’intervista ma è stata fatta perché l’argomento dell’articolo in questione è la Biblioteca dello Sport dedicata proprio al grande giornalista.
Per tanto tempo, troppo e forse ancora oggi, la letteratura sportiva è (stata) relegata a una tipologia di Serie B.
Errore.
Perché raccontare e far conoscere a grandi e piccole storie di sport è il mezzo per entrare a contatto con l’essere dei campioni che siamo abituati a vedere sui tutti i campi di gioco così forti, veloci, bravi, performanti ma… sono o sembrano così?
Ecco, la letteratura sportiva è utile per dirimere questo dilemma, per entrare in profondità di certe questioni, per raccontare chi sono gli sportivi che amiamo.
La Biblioteca dello Sport dedicata a Gianni Mura, è operativa a Milano (quartiere Isola, via Confalonieri 3) a fine febbraio e già contiene oltre 2.000 volumi catalogati e disponibili.
Abbiamo pensato di entrare all’interno della Biblioteca e farci raccontare qualcosa di più da Paolo Maggioni giornalista, conduttore della Domenica Sportiva con Simona Rolandi e presidente dell’associazione Altropallone, ideatrice del progetto.

La Biblioteca dello Sport dedicata a Gianni Mura: da dove nasce il progetto e perchè?
La Biblioteca dello Sport Gianni Mura nasce da un’idea della associazione Altropallone che da trent’anni “usa” lo sport come veicolo per un mondo più inclusivo, senza barriere e che lotta contro ogni forma di discriminazione e di razzismo. È un lavoro sociale e culturale che ci porta nelle periferie, nelle carceri, nell’educativa di strada, ovunque il pallone possa unire storie e linguaggi. Ogni anno viene assegnato un premio allo sportivo che si distingue maggiormente in questa direzione, l’elenco è lunghissimo e fa concorrenza al Pallone d’oro vero. Gianni Mura è stato per decenni il presidente della giuria; alla sua morte mi è stato chiesto di sostituirlo (inopinatamente) e ho pensato che costruire una biblioteca dello sport fosse il modo migliore di unire la sua memoria all’impegno -che è sempre più necessario- nella formazione di una cultura sportiva, ma anche di trovare un luogo aperto, accogliente e dove creare relazioni. La Biblioteca fa parte del circuito bibliotecario milanese, viene gestita da una bibliotecaria professionista ma al tempo stesso vuole essere luogo informale dove fare presentazioni, podcast, rassegne e attività ricreative. Nel giro di un mese, sono passate più di mille persone. Un risultato fantastico che racconta quanto bisogno ci sia di tessere reti sociali.
Perchè la dedica proprio a Gianni Mura?
Perché è stato un grandissimo giornalista, ha regalato uno sguardo profondo e laterale sulle cose dello sport regalandogli dignità letteraria: un’idea di mondo che la sua Milano deve celebrare, mantenere e far germinare. Siamo fieri di conservare anche il suo fondo personale sul tour de France, ricco di suggestioni e di chicche che dallo sport sconfinano alla vita.
La letteratura sportiva può essere ancora definita di “Serie B”?
Ridurre lo sport ad argomento “minore” è pericoloso, la capacità crescente di creare immaginari e ponti tra le persone (soprattutto giovani) ha pochi rivali nella nostra società. La letteratura sta al passo coi tempi che viviamo. Ci sono sempre più scrittori ed editori di grande qualità, in biblioteca conserviamo il meglio della letteratura sportiva che è letteratura a tutto tondo.
Secondo lei, leggere di sport, leggere racconti e storie di sport, può essere un aiuto ai giovani nell’affrontare la quotidianità?
Può essere soprattutto di ispirazione, le grandi vittorie come le vicende di gregari, brocchi e meteore; tutto aiuta nella costruzione di un immaginario e va nella direzione di un grande insegnamento di Mura: nella vita si può anche fingere, ma nello sport bisogna sempre “essere”.
Quanto lo sport è ancora un valore nella nostra società?
Sempre di più. E deve essere trattato con la giusta rilevanza anche dalla società civile e dalla politica.
Il calcio: cosa ha perso dei valori che lo sport porta con sè?
Il calcio è sempre più business. Una china a cui ci si può “opporre” con un racconto più profondo delle storie di chi scende in campo, allargando lateralmente lo sguardo, puntando ad andare oltre i semplici fatti di campo. Le storie non mancano e come diceva Maradona, la vera essenza di tutto è l’amore per il gioco. Nel calcio molte cose non solo pulite, ma “il pallone non si sporca”.
Il suo libro sportivo preferito?
È una raccolta di racconti del mio mito, Beppe Viola, che è un po’ sport ma soprattutto no, e che si intitola “Sportivo sarà lei”. Un manifesto dissacrante sulle nostre passioni.
Quello che vorrebbe scrivere?
Ho coltivato il sogno di scrivere di Gigi Riva ma l’hanno fatto tanti più bravi di me. Mi piacerebbe scrivete la biografia di Adriano Panatta, se e quando vorrà, proprio perché è una storia molto più “larga” rispetto al solo campo da tennis.
C’è la possibilità di donare libri alla biblioteca? Come fare?
Certo! Tutti i 2.500 volumi della biblioteca sono frutto di donazioni di editori, autori e cittadini. Ogni donazione è graditissima, devono essere libri di sport e in buone condizioni. Meglio mandare una mail per fissare l’appuntamento per la consegna, l’indirizzo è bibliotecasportmura@gmail.com.

Consiglierebbe oggi a un giovane di iniziare una carriera lavorativa nel giornalismo?
Ho la fortuna di insegnare al Master di Giornalismo della Cattolica e di vedere la qualità e la passione che anima i ragazzi. Di biennio in biennio sono sempre più motivati, un contrappasso rispetto all’idea di un giornalismo moribondo e rattrappito. Cambiano i mezzi (sempre più social) e le garanzie (sempre meno, ahimè), ma cresce il bisogno di raccontare storie e attraversare mondi diversi: c’è sempre più bisogno di racconti di qualità e tifo per i ragazzi che vogliono mettersi in gioco.
La Biblioteca entrerà a far parte del sistema bibliotecario milanese e sarà aperta ogni martedì e giovedì dalle 14 alle 18 e ogni sabato dalle 9 alle 13.
Francesca Di Giuseppe
Fonte foto: Ufficio Stampa – Biblioteca dello Sport – Milano

