Il mondo del calcio femminile spesso fa un passo avanti e qualcuno indietro ma c’è qualcosa che si è ormai radicato: la consapevolezza al cambiamento.
Aspettando Sara Gama vice presidente della FIGC (così si è detto e scritto se fosse stato eletto Malagò alla presidenza), Tiziana Alla ha fatto il grande esordio come telecronista al Mondiale 2026.
Una prima assoluta per la nostra nazione che onora comunque di azzurro questa competizione senza gli Azzurri.
Competenza, professionalità, conoscenza di giocatori in campo, ritmo: una professionista.
Dunque: per la prima volta una donna in diretta su Rai 1 telecronista al Mondiale di calcio maschile.
Un grande importante passo avanti che speriamo diventi man mano una normalità iniziata, per dovere di cronaca, nel 2021 quando Katia Serra affiancò Stefano Bizzotto nel commento della finale degli Europei vinti dall’Italia (Mancini e Vialli…).
Non si è finito di “celebrare” questo momento storico che è arrivata la notizia che fa saltare indietro, ma tanto indietro…
“[…] La Lazio Women perché il club biancoceleste aveva interrotto le trattative per il suo rinnovo di contratto nel 2024 dopo aver saputo della sua gravidanza.”
Nel 2026…con la Serie A professionista… Eh sì, accadono ancora certe cose.
Ma fortunatamente il processo rivoluzionario è in atto e non è possibile tornare a quel passato, a quel modo di intendere il calcio femminile,
Ecco perché a quel passo indietro corrisponde una reazione essenziale che prosegue nella nuova rotta che tutto il movimento sta compiendo.
Come riporta Fanpage:
“Maja Gothberg, calciatrice svedese di 28 anni, ha ottenuto un risarcimento economico dalla Lazio Women perché il club biancoceleste aveva interrotto le trattative per il suo rinnovo di contratto nel 2024 dopo aver saputo della sua gravidanza. Il TAS (Tribunale Arbitrale dello Sport) ha ordinato al club di Lotito di pagare a Gothberg più di 79mila dollari – circa 69mila euro – come indennizzo. La calciatrice svedese aveva perso la prima causa alla Camera di Risoluzione delle Controversie della FIFA mentre il TAS le ha dato ragione ribaltando completamente la sentenza. E così in questo modo si è potuta riconoscere per la prima volta una violazione delle norme FIFA da parte di una società sulla maternità.”
La risposta del club biancoceleste non si è fatta attendere (ne riportiamo alcuni passaggi): “[…] Il Collegio Arbitrale ha infatti riconosciuto la natura eccezionale del caso, caratterizzato da una serie di circostanze oggettive che lo distinguono dalle ordinarie controversie in materia contrattuale. Tra queste, il fatto che la calciatrice abbia comunicato la propria gravidanza prima dell’inizio della stagione sportiva, prima dell’arrivo presso il Club e prima della sottoscrizione formale del contratto. Proprio in considerazione delle peculiarità della vicenda, il TAS non ha applicato le ulteriori sanzioni previste dal Regolamento FIFA per i casi di risoluzione del rapporto legati alla maternità, riconoscendo l’assenza di mala fede da parte della S.S. Lazio Women 2015 A.R.L. e rilevando come il Club abbia operato sulla base di una valutazione giuridica poi ritenuta non corretta dal Collegio Arbitrale. […] La S.S. Lazio Women 2015 A.R.L. ribadisce il proprio impegno a favore della tutela delle atlete e dei principi di inclusione, rispetto e pari opportunità che caratterizzano il calcio femminile moderno.”
Il primo caso in Italia che farà da giurisprudenza, una sentenza importantissima per il rispetto in particolare della dignità femminile e in generale della persona.
Sul caso è intervenuta anche l’ex Ct Carolina Morace attraverso la sua pagina social la qual sottolinea che “è una sentenza importante, ma è anche il segnale di un problema ancora enorme. Il calcio femminile, se vuole davvero crescere, deve farlo anche sul terreno della dignità, della tutela del lavoro e della parità. Senza diritti non c’è vero professionismo”.
Un passaggio chiave che segue il primo caso in assoluto, quello di Sara Björk Gunnarsdóttir: l’atleta, in forza all’ all’Olympique Lyonnais all’epoca dei fatti, si accorge che gli ultimi stipendi sono molto ridotti se non inesistenti…dopo aver saputo della gravidanza…
La Camera di risoluzione delle controversie della FIFA nel 2022 stabilì la centrocampista islandese aveva diritto al pagamento completo per tutta la durata della gravidanza e fino all’inizio del congedo di maternità durante il suo periodo all’Olympique Lyonnais. Il Lione non ha fatto ricorso.
Nel maggio 2022 Sara Björk Gunnarsdóttir è diventata ufficialmente la prima giocatrice a vincere una causa contro un club sulla base del Regolamento FIFA sulla maternità, introdotto soltanto l’anno prima.
Il processo di cambiamento procede nonostante qualche svarione, la strada è dunque tracciata si può solo che continuare a percorrerla.
Foto: FIFPRO su X

