Voglio vestirmi di azzurro. Non è un capriccio femminile, ma sto invece pensando che siamo giunti
all’appuntamento con la Nazionale Italiana di calcio che in Bosnia si gioca l’ammissione ai
mondiali 2026
Ultima fermata. O si sale sul treno o saremo solo attenti spettatori.
Non voglio addentrarmi in polemiche, convocati, formazioni, tatticismi o previsioni statistiche. Per
quanto mi riguarda la Nazionale è la Nazionale,
Buttando uno sguardo al passato amerei che si tornasse a pensarla e amarla con orgoglio italiano.
Basta critiche ai nostri ragazzi. Si vince, ci si qualifica e si parte per il mondiale.
Io pensi ai tempi in cui le famiglie si riunivano in casa per guardarla alla tv. Babbo, mamma, nonni,
nipoti, cugini, zii, e amici,
Quando l’Italia giocava, cari signori del calcio, tutta la nazione si fermava.
Ci si organizzava nei posti di lavoro, con turni oppure per vederla assieme. Funzionavano treni,
autobus, strade e autostrade, mezzi speciali, motorini, biciclette e gambe! Per correre al bar, o a casa
e raggiungere il televisore prima del fischio di inizio.
Nelle strade il deserto, il silenzio. Tutti a guardare gli azzurri giocare. Con il cuore sospeso, con le
bandiere ai balconi, con la voglia di vedere le nostre maglie a lottare nel campo da calcio.
Io, pur volendo come tutti il risultato, vorrei tanto recuperare questo. La passione per lo sport e per i
colori della Nazionale. Vedere i nostri giocatori in campo come un grande gruppo unito
nell’azzurro.
Per questo sarò a tifare i nostri ragazzi con tutto il calore possibile, e non ci saranno calciatori di
squadre avversarie, giocatori che vengono dall’estero, divi del calcio o talenti da osservare, saranno
tutti uguali sotto il cielo bosniaco. Un cielo azzurro.
Forza, e per sempre, azzurri!
Laura Filoni
Fonte foto: Immagine creata con IA solo a scopo illustrativo.

