I nipponici cedono nei sedicesimi della Coppa del Mondo alla squadra del forte Brasile che dopo un primo tempo tentennante ha sfoderato i suoi talenti e nel secondo tempo ha conquistato la vittoria per 2 a 1
Complimenti però alla squadra del Giappone che ha lottato fino all’ultimo pallone. Mi sarebbe piaciuto veder giocare e lottare così la nostra Nazionale azzurra! Determinati, mai intimoriti, palla attaccata al piede, agonisti e affamati ma mai eccessivi e
aggressivi. In tanti hanno tifato per la squadra nipponica ed a molti è dispiaciuto che lasciassero questo mondiale 2026.
Ueda, Ito, Nakamura, Suzuki, Maeda, Sano, Kamada, Doan, Sugawara, Machino, Tanaka,
Ogawa, Taniguchi, Tomiyasu. Vogliamo applaudirli tutti.
Cosa dire al Brasile? Confermano di essere forti e ben guidati da Carlo Ancelotti. Il Giappone ha anche un altro valore in più. La notizia è girata su tutte le televisioni e su tutti i quotidiani, sportivi e no: vincenti o perdenti i giocatori giapponesi lasciano gli
spogliatoi che li hanno ospitati puliti e in ordine meglio di come li hanno trovati. Dite che è normale?
Non direi. Dovrebbe esserlo, ma non è così scontato. Invece il comportamento delle squadre del Giappone è rispettoso del luogo che hanno occupato e delle maestranze che lo curano: sono esemplari.
Ma non finisce qui. I tifosi giapponesi, a fine partita, a loro volta organizzano una squadra di lavoro e puliscono gli spalti che pochi minuti prima li hanno visti spettatori dell’evento calcistico.
Penso che qui vincano la coppa del mondo senza avere concorrenti!
Escono con onore da questo Mondiale, sfortunati ad incontrare il Brasile cosi presto. Hanno perso con onore, esattamente come incarna il principio di “onore nella sconfitta” radicato nell’etica dei samurai. Insegna che l’integrità, l’impegno totale e la dignità dimostrati nel percorso contano più del risultato finale. ed è cosi che è stato.
Laura Filoni
Fonte foto: www.fifa.com

