Profondo Viola
La Fiorentina perde ancora. Un vortice senza fine. Eppure, il match contro il Sassuolo poteva essere l’opportunità giusta per dare un segnale di vita. Invece, niente. La squadra che conoscevamo tutti è ormai solo un ricordo
Palladino non sa più cosa dire. I tifosi, sugli spalti, sono smarriti, intrappolati in un destino segnato dall’incubo della Serie B. Sembra davvero la trama di un film, e pensare che, nello stesso periodo dello scorso anno, la Fiorentina era tra le prime quattro della classifica. Ora, invece la rosa è svuotata di giocatori e sentimenti e i viola non vincono nemmeno all’inizio del campionato, perdono in Conference League e collezionano disastri uno dopo l’altro. Non è servito a nulla il megafono di Dzeko. Un campione come Kean in una situazione di questo genere è paradossale. La discesa sembra ormai inarrestabile. Eppure, i conti della società parlano di 89 milioni di euro spesi in estate, con il settimo monte ingaggi della Serie A. Commisso, dall’acquisto della società a oggi, ha investito mezzo miliardo, eppure i numeri non tornano. I risultati ottenuti finora nel campionato hanno fatto emergere numerosi errori tecnici e gestionali. A gennaio, potrebbero esserci ulteriori cambiamenti nella rosa: Kean è sotto i riflettori del mercato, e il Milan sembra pronto a fare un’offerta. Ma c’è anche un altro capitolo, decisamente più grave. Alcune mogli dei calciatori viola hanno denunciato minacce di morte ricevute mezzo social da alcuni tifosi. La Fiorentina ha immediatamente rilasciato un comunicato stampa in cui esprime solidarietà ai propri calciatori e alle loro famiglie, condannando fermamente questi atti di violenza. “Comportamenti di questo tipo non possono avere alcun posto nel calcio, né in nessun ambito della nostra società”, ha dichiarato il club. “Il nostro impegno nella protezione dei nostri giocatori e delle loro famiglie rimane assoluto.”
La società si è messa in contatto con le autorità per garantire la sicurezza dei propri tesserati e delle loro famiglie. È importante sottolineare che, oltre alla prestazione sul campo, la serenità e la sicurezza personale dei calciatori sono fondamentali. Non c’è spazio per intimidazioni, odio o violenza nel calcio, né altrove. Società di calcio, addetti alla stampa e tifosi di ogni colore, condannano da anni questi episodi di violenza che sembrano però essere radicati nella mentalità di un calcio malato e vigliacco. La violenza verbale, soprattutto quella che sfocia in minacce di morte, è una piaga che va estirpata dalla cultura calcistica e dalla società in generale. Questo episodio dovrebbe essere un campanello d’allarme per tutti, affinché si comprenda che il rispetto, la dignità e la sicurezza delle persone devono venire sempre prima di qualsiasi altra cosa, anche prima della passione per una squadra. Il calcio non dimentichiamo è pur sempre un gioco.
Silvana Perrini
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