A Formello la situazione diventa sempre più complicata. È crisi in casa biancoceleste e il futuro del club appare incerto. Tutti contro tutti
Una situazione surreale. A dicembre la Lazio ottiene il ticker LZO Nasdaq, il simbolo con cui la società si presenta sui mercati finanziari. Il 9 gennaio festeggia i 126 anni di storia del club. Oggi, però, sembra essersi sgretolato tutto.
Un calciomercato in uscita pesante, accompagnato da un record di plusvalenze. Dopo le cessioni di tre big come Guendouzi, Castellanos e Romagnoli (ultime notizie di ieri), il guadagno potrebbe addirittura superare quello del 2004, soprattutto se si concretizzasse anche la partenza di Mandas, ormai a un passo dal Bournemouth.
Sul campo, però, cresce il malcontento. Una parte della tifoseria organizzata ha invitato al boicottaggio della gara contro il Genoa, scatenando la dura reazione del club. La curva nord da anni contro la dirigenza, si sente delusa e abbandonata. Il club, dal canto suo, sostiene di lavorare per il futuro e per rendere la Lazio sempre più “grande”.
C’è un vero e proprio tam tam nella Capitale, dalle radio ai social fino alle piazze, con l’obiettivo di lasciare sola la squadra in campo nella prossima gara all’Olimpico, per dare un segnale forte e chiaro alla proprietà.
Di contro, la S.S. Lazio ha risposto con un comunicato durissimo: “ La S.S. Lazio condanna con la massima fermezza il messaggio diffuso nelle ultime ore da soggetti riconducibili al cosiddetto tifo organizzato, che invita i sostenitori biancocelesti a non acquistare i biglietti per la gara Lazio–Genoa, subordinando tale comportamento a valutazioni e pretese legate alle scelte societarie e sportive.
Si tratta di un atto grave e inaccettabile, che travalica ogni forma di legittimo dissenso e assume i contorni di un vero e proprio tentativo di pressione organizzata e di condizionamento nei confronti della Società, della squadra e dell’intero ambiente laziale.
La Lazio ribadisce con assoluta chiarezza che dietro ogni account, anche quando si cela dietro l’anonimato, esistono nomi, cognomi e responsabilità personali pienamente individuabili. Per tali ragioni, la Società ha già provveduto a segnalare e denunciare tali condotte alle autorità competenti, affinché siano valutate sotto ogni profilo di legge. La diffusione di appelli al boicottaggio finalizzati a incidere deliberatamente sull’accesso allo stadio e sul comportamento del pubblico configura un danno economico diretto, consapevole e intenzionale. Un danno tanto più grave in quanto rivolto a una società quotata, con potenziali riflessi su immagine, ricavi, rapporti commerciali e fiducia del mercato.
La S.S. Lazio non può e non intende tollerare azioni che, strumentalizzando la passione dei tifosi, mirano a influenzare l’intero contesto sportivo e sociale, generando un pregiudizio concreto al Club e a tutti coloro che lo sostengono in modo corretto, libero e responsabile.
Allo stesso tempo, la Società ribadisce che il lavoro sul mercato prosegue con serenità, metodo e piena condivisione interna. Le scelte sportive vengono portate avanti secondo una visione chiara e una strategia definita, nel rispetto dei ruoli, delle tempistiche e degli equilibri complessivi del progetto tecnico, senza farsi condizionare da pressioni esterne o strumentalizzazioni.
Andare allo stadio è una gioia e deve restare sempre una gioia. Vivere la propria squadra del cuore significa partecipare, sostenere, soffrire ed esultare insieme: questo è lo sport, questo è il valore che da sempre la Lazio trasmette alla propria gente. Instillare paura, scoraggiare la partecipazione o invitare a non andare allo stadio, oggi per il mercato, ieri per altre strumentalizzazioni, domani per nuovi pretesti, non è amore per la Lazio, non è sport.
È un tentativo di influenzare l’ambiente per interessi estranei al bene del Club. Lazio-Genoa sarà una festa di sport, di passione e di appartenenza, nonostante qualcuno, per motivi del tutto estranei allo spirito sportivo, ritenga che non debba esserlo. La Lazio appartiene ai suoi tifosi autentici, alla sua storia e ai suoi valori.
Non a chi prova a trasformare il tifo in uno strumento di pressione. La Società continuerà ad andare avanti nel rispetto delle regole, della legalità e della propria dignità, tutelando in ogni sede i propri diritti e quelli di tutti i tifosi biancocelesti”. ( fonte ss.lazio.it)
La sensazione, però è quella di un ambiente sempre più diviso e molto difficile da ricucire. Ci sono ancora troppi punti interrogativi al di là dei risultati in campo. Ormai non è più solo una questione di prestazioni e vittorie e la situazione sta diventando una ferita aperta per i tifosi, che non vedono un progetto sportivo chiaro.
La squadra, ormai svuotata di molti giocatori chiave, riuscirà a reggere il peso delle tensioni extracampo?
Mister Sarri dovrà davvero fare l’equilibrista. Romagnoli era fondamentale per il gruppo, eppure non si è stati in grado di trattenerlo a Roma.
Oggi non è più soltanto un problema di mercato. Oggi riguarda quella famosa “identità” calcistica che sembra non avere più valore.
Silvana Perrini
Fonte foto:https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Tifosi_curva_nord_lazio.jpg

