Scarpe e scarpini da calcio: la storia e l’evoluzione

da | Mar 13, 2026

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Scarpe da calcio, colorate, futuristiche, belle e di tutte le marche e per ogni tipo di superficie, temperatura e clima. Spiccano durante il gioco come fiammate di colore catturando l’attenzione dei tifosi e non solo

Intanto partiamo dal loro aspetto moderno: la forma delle scarpe da calcio si presenta affusolata, con poco tacco e, vista di lato, si può notare la base leggermente arcuata. Genericamente la base è stretta, questo perché è un tipo di calzatura che privilegia il massimo contatto piede-scarpa per migliorarne la sensibilità.

Ma come sono nati gli scarpini da calcio?

Le scarpe da calcio nate nell’Ottocento dove erano dei pesanti scarponi, si sono evolute negli anni fino ad arrivare alle bellissime scarpe attuali che sono realizzate con tecnologie sofisticate e all’avanguardia.

All’inizio si giocava con le scarpe normali. Poi alla fine dell’Ottocento arrivarono le prime scarpe con i tacchetti.

Tutto nasce in Inghilterra per poi prendere campo in tutto il mondo. I tacchetti furono inseriti per consentire ai calciatori di “aderire” meglio al terreno ed evitare di scivolare. Le scarpe dell’Ottocento erano molto diverse da quelle attuali, infatti erano realizzate in pelle, erano alte fino a coprire la caviglia e pesavano quasi 500grammi.

Bisogna arrivare al Novecento per trovare i primi cambiamenti. Grazie alla popolarità del calcio diverse aziende, fra cui ricordiamo una azienda tedesca, quella dei fratelli Dassler, iniziarono la produzione di calzature per il gioco. Le scarpe prodotte erano sicuramente più leggere ma per arrivare a cambiamenti consistenti si dovette aspettare la fine del conflitto mondiale.

Nel dopoguerra i fratelli Dassler si divisero e fondarono due aziende diverse: l’Adidas e la Puma.

Siamo oramai negli anni Cinquanta e precisamente nel 1954 quando Adidas realizzò le prime scarpe con tacchetti sostituibili e regolabili in base alle condizioni del campo. Fu con queste calzature che la squadra della Germania Ovest vinse, contro ogni pronostico, i campionati mondiali proprio in quell’anno. E se una parte del successo fossero state proprio i nuovi scarpini? 

Negli anni Sessanta e Settanta Adidas continuò ad affermarsi con successo nel mercato delle scarpe e ai campionati mondiali del 1966 fornì le scarpe al 75% dei partecipanti.

Anche Puma, però, negli anni immediatamente successivi lanciò un modello di punta, le Puma King, che nel 1970 furono indossate dal “re” del calcio: il grande Pelé.

Alla fine degli anni Settanta nel mercato delle scarpe da calcio e in generale nel mercato delle scarpe sportive arrivarono altre aziende, tra i quali l’italiana Lotto, e il design cambiò: i modelli erano più bassi, lasciavano scoperta la caviglia, ed erano più flessibili e leggeri, grazie all’uso di nuove pelli animali, come quella di canguro, e di materiali sintetici.

Come si allacciavano gli scarpini in quegli anni?

Le scarpe da calcio si allacciavano passando i lacci sotto la suola e annodandole sul lato esterno per evitare che calciando di piatto il nodo facesse male.

Furono introdotte anche le imbottiture per proteggere i calciatori dagli infortuni. Sempre in quegli anni le scarpe che erano in prevalenza nere si arricchirono dei primi modelli bianchi e di altri colori.

Adidas rimase leader del settore per molti anni ancora, nonostante la concorrenza di Puma, che realizzò un colpaccio riuscendo a far indossare le sue scarpe a Maradona ai campionati mondiali del 1986. La sfida tra i fratelli Dassler continuava tra un successo e l’altro!

Negli anni Novanta arrivò una società che provò a sfidare Adidas: la Nike.

Fondata nel 1971 si affermò sul mercato del calcio professionistico molto più tardi, ma l’azienda americana ai mondiali di Francia del 1998, si fece strada mostrando grande forza, e il brasiliano Ronaldo, il calciatore più famoso del momento, indossò il modello Mercurial Vapor.

Bisogna aspettare il 2006 per vedere la tecnologia laser applicata alla produzione delle scarpe da calcio, tecnica che ha consentito di produrre scarpe personalizzate per i calcatori più famosi. Sempre nel 2006 è stato introdotto il primo modello di scarpe da calcio senza lacci, che poi si sono diffuse maggiormente negli anni successivi. Oggi Il peso degli scarpini è sensibilmente diminuito: le scarpe professionistiche pesano intorno ai 200 grammi, contro i 500 grammi dell’Ottocento, ma esistono anche modelli più leggeri.

Negli ultimi anni, le scarpe da calcio, naturalmente, sono state ancora più perfezionate. I materiali sono quasi tutti sintetici e si sono affermati i colori vivaci, che spiccano sul green del campo da calcio come smaglianti fiori in movimento accontentando aziende, merchandising e televisioni.

Ma come deve stare il piede dentro la scarpa da calcio?

Adidas raccomanda: I piedi nelle scarpe da calcio devono stare molto aderenti, quasi come una seconda pelle o un calzino, garantendo stabilità senza causare dolore. La calzata ideale prevede una leggera aderenza su tutto il piede, con un piccolo spazio di pochi millimetri in punta per muovere comodamente le dita, evitando che il piede scivoli all’interno durante i cambi di direzione.

Laura Filoni

Fonti foto: Geopop.it, Ian McArthur, Dave Kemp, Elegance Borne of Brutality: An eclectic history of the football boot, Two Heads Publishing, 1995 – https://commons.wikimedia.org/w/index.phpsearch=scarpini+da+calcio&title=Special%3AMediaSearch&type=image

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