SENEGAL-MAROCCO È LA FINALE DEI SOGNI

da | Gen 16, 2026

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Il deserto incontra l’oceano. Domenica 18 gennaio 2026, lo stadio Prince Moulay Abdellah di Rabat sarà il teatro dell’ultimo atto della Coppa d’Africa. Hakimi contro Mané, la classe dei padroni di casa contro la forza dei campioni. E c’è un po’ di Serie A a caccia del trono 

Domenica sera, sotto il cielo dello stadio Prince Moulay Abdellah, il sipario sulla Coppa d’Africa 2025 calerà nel modo più spettacolare possibile: Marocco contro Senegal. È il duello tra i “Leoni dell’Atlante”, che hanno commosso il mondo al Mondiale e ora vogliono regnare a casa loro, e i “Leoni della Teranga”, la corazzata che non ha nessuna intenzione di consegnare lo scettro.

Il Marocco ci arriva con i segni della battaglia addosso. La semifinale contro la Nigeria è stata un’epopea di 120 minuti, risolta solo alla lotteria dei rigori. Un monumentale Bono ha ipnotizzato le stelle nigeriane (decisive le parate su Chukwueze e Onyemaechi), regalando a coach Regragui la prima finale dal 2004. Dall’altra parte, il Senegal è la solita macchina da guerra, freddo, cinico, letale. È bastata una zampata del leggendario Sadio Mané al 78’ per piegare l’Egitto di Salah e timbrare il cartellino per la terza finale nelle ultime quattro edizioni. Un dominio generazionale che mette i brividi.

Sarà una finale che parlerà anche la nostra lingua, nonostante molti giocatori siano già rientrati nei club dopo l’eliminazione delle rispettive nazionali, la finale resta “infestata” dal talento del campionato italiano. Tra titolari e armi a partita in corso, la Serie A mette in vetrina i suoi gioielli.

Per il Marocco, Regragui ha rigenerato il gruppo inserendo linfa vitale dal nostro campionato. Neil El Aynaoui (Roma) è diventato l’equilibratore del centrocampo: quantità, qualità e il sangue freddo dimostrato dal dischetto contro la Nigeria. In difesa, il veterano Adam Masina (Torino) garantisce l’esperienza necessaria per i momenti di massima pressione.

Il Senegal risponde con Boulaye Dia (Lazio). L’attaccante biancoceleste è l’uomo ombra di Mané, i suoi tagli profondi sono l’incubo di ogni difesa e saranno il pericolo numero uno per i centrali marocchini. 

La chiave del match? La fascia destra marocchina. Achraf Hakimi dovrà fare gli straordinari, spingere come un’ala per scardinare il muro senegalese, ma restare incollato a Sadio Mané per evitare ripartenze letali. È la sfida tra i due giocatori più rappresentativi del continente, un duello che vale da solo il prezzo del biglietto. 

Il Marocco non vince la Coppa dal lontano 1976; per una nazione che ha raggiunto le semifinali mondiali, l’ossessione è diventata realtà. Il Senegal, invece, vuole la “Decima” della sua era d’oro, per confermarsi la nazionale africana più forte di sempre.

L’appuntamento è per domenica, ore 20:00. Rabat è pronta a esplodere. L’Africa sta per incoronare il suo Re.

Angelica Bottini

Fonte foto: immagine a scopo illustrativo/editoriale generata con IA

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