Serie A: Dominio Inter in un campionato di polemiche

da | Feb 11, 2026

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La capolista non conosce ostacoli, mentre la sfida per i posti d’onore in classifica resta travolta dalle critiche alla gestione dei direttori di gara. Il punto sulla situazione generale

La Serie A ha concluso la 24ª giornata, in attesa di Milan – Como spostata al 18 febbraio, e i risultati sul campo hanno delineato gerarchie che, se in vetta appaiono consolidate, nelle posizioni immediatamente successive si fanno ogni settimana più indecifrabili.

 Al comando, l’Inter continua ad imporre un ritmo che rasenta la perfezione. Dal pareggio dell’11 gennaio contro i campioni d’Italia in carica la squadra di Chivu ha segnato 15 gol in 5 partite confermandosi il miglior attacco del campionato. Ma la vittoria per 5-0 contro il Sassuolo di domenica non è solo questione di punteggio roboante ma una vera e propria dimostrazione dell’ottima forma che sta attraversando l’Inter. I nerazzurri trasmettono una sensazione di controllo assoluto, capacità di gestire ritmi altissimi, senza mai dare l’impressione di andare fuori giri. La stagione è appena al giro di boa, a breve ci saranno le partite che contano davvero (compresi i play-off di Champions contro il Bodo Glimt), per adesso però i tifosi nerazzurri possono dormire sonni tranquilli godendosi una squadra feroce e divertente in attesa del Derby d’Italia contro la Juve. 

La vetta ormai appare quasi irraggiungibile per le altre, che sono alle prese con una corsa Europa dove i distacchi sono minimi e può cambiare ad ogni fischio finale. 

In questo scenario, il Napoli sta difendendo il terzo posto con tutte le forze nonostante una stagione in perenne emergenza, che costringe Antonio Conte a reinventarsi ogni settimana. La vittoria contro il Genoa all’ultimo secondo su rigore (discusso), consolida la volontà degli “scugnizzi napoletani” a non voler abbandonare la corsa per la Champions senza almeno lottare. 

La prossima settimana ci sarà il Derby del Sole, (Napoli – Roma) e nonostante una manovra poco fluida, gli azzurri restano un avversario temibile proprio per il senso di abnegazione che si evince guardando questa squadra. Al quarto posto, a pari merito con la Roma, c’è una Juventus che ha ritrovato un’identità di gioco e di squadra grazie al mister Spalletti. Da quando è stato accolto a Torino, infatti, ha donato alla Vecchia Signora un gioco ritmico, fluido, che non ha nulla da invidiare alle squadre blasonate della Premier. 

Nonostante i blackout difensivi avuti contro la Lazio, i bianconeri sembrano avere un altro passo, un’altra caparbietà, un’altra tenuta mentale. Il pareggio a tempo scaduto dimostra che la squadra resta lucida ed organizzata anche nella difficoltà, con giocatori come Locatelli e McKennie che appaiono rigenerati e sempre più centrali nel progetto. Nonostante la splendida partita giocata dalla squadra di Spalletti, i punti persi hanno dato la possibilità alla Roma di agganciarla a pari punti per l’ultimo posto valido per la Champions. I giallorossi si sono fatti trovare pronti contro il Cagliari, facendo una partita attenta e senza troppi pericoli. Dopo la frenata ad Udine, la squadra di Gasperini ha saputo reagire sfruttando con cinismo i passi falsi delle altre. 

Mentre la Lazio sembra aver trovato la sua forza nel gruppo nonostante l’ambiente sia in fermento con le polemiche contro la società, il Bologna attraversa forse il momento peggiore della gestione di Italiano. I rossoblu si trovano al decimo posto con soltanto 30 punti, reduci da 4 K.O. consecutivi che ne sottolineano la fragilità nervosa. Per entrambe le squadre, il torneo della Coppa Italia rappresenta l’opportunità più grande per garantirsi un posto in Europa il prossimo anno. Restano infine alla finestra Milan e Como, che studiano la situazione in attesa del recupero del 18 febbraio, a causa delle Olimpiadi invernali, che rappresenta un vero spartiacque per una classifica, già cortissima. 

A fare da contraltare allo spettacolo sportivo è la gestione arbitrale, ormai diventata oggetto di critiche costanti. Il paradosso, evidente da tempo, è che, nonostante l’ausilio della tecnologia, la confusione interpretativa sembra aumentare anziché diminuire. Le polemiche sono giustificate dalla continua interpretazione cangiante degli arbitri e dall’assenza di uniformità che sta alimentando il nervosismo di tutti i club. Si avverte la stanchezza verso un sistema che si limita a giustificare o a silenziare gli episodi controversi, senza però mettere in atto riforme strutturali capaci di restituire serenità ai direttori di gara. La Serie A non è più il miglior campionato del mondo, i grandi campioni vengono in Italia solo per svernare, ma ha ancora tanto da offrire e la gestione delle partite, al limite del ridicolo, sta diventando un motivo in più per cambiare canale.

Veronica Iezzi 

Fonte foto: Immagine creata con IA, solo a scopo illustrativo

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