Dopo i gravi scontri avvenuti sull’autostrada A1 tra le tifoserie viola e giallorosse, il Viminale ha emesso una sentenza durissima. Porte chiuse per i sostenitori ospiti per entrambe le tifoserie fino al termine della stagione
La stupidità umana, purtroppo, non conosce limiti. Ancora una volta siamo costretti a parlare e scrivere di violenza, di episodi che nulla hanno a che vedere con lo sport e con il tifo vero, quello fatto di passione, sacrifici e appartenenza.
Circa duecento pseudo tifosi si incontrano “per caso” in autostrada e cosa accade? Lo scontro. Scene degne di un pessimo film degli anni ’90. Per cosa? Con quale scopo? Barbarie ingiustificabili, a prescindere dai colori. Un branco di bifolchi a caccia di un nemico immaginario, che usa il calcio come alibi per sfogare frustrazione e violenza.
Le trasferte rappresentano uno dei momenti più belli del calcio. L’organizzazione, i sacrifici economici, i chilometri macinati, l’unione di un gruppo che segue la propria squadra ovunque. È lì che nasce il tifo autentico.I cori, le bandiere, l’ incitamento costante, quella è la linfa vitale che spesso fa la differenza in campo.
E invece no. Per colpa di un centinaio di “supereroi” senza mantello, Roma e Fiorentina giocheranno senza il loro spicchio più caldo di pubblico. Curve vuote, silenzio sugli spalti, proprio nel momento più delicato della stagione di Serie A.
Una Roma che lotta con il sangue agli occhi per conquistare la qualificazione in Champions League, correndo senza tregua.
Una Fiorentina invischiata nella zona pericolosa della classifica, che non può permettersi alcun passo falso.
Ma perché? Ne avevamo davvero bisogno?
E come sempre, per colpa di pochi, pagano tutti.
Via i violenti da ogni stadio di calcio. E mi auguro che, per una volta, i tifosi invece di indignarsi solo per la decisione del Viminale sappiano indignarsi soprattutto contro i soliti guastafeste che disonorano questo sport e umiliano chi il calcio lo ama davvero.
Silvana Perrini
Fonte foto: immagine generata con IA solo a scopo illustrativo

